venerdì 27 luglio 2018

LE BALENE SONO TIPI PESANTI


Eppure qui volano. 
Apposta per quello, perché sono una metafora perfetta e bellissima per raccontare - magari scrivendoci sopra un libro di aeroplani, vino ed avventure - che non conta la dimensione del problema, il punto è affrontarlo. E se il problema è grande allora ci si entra ed immergendosi nel buio lo si esplora, magari a tentoni, ma ascoltando perché è proprio il problema che contiene e di sussurra la soluzione, lo si sa.
Giona entrò nella balena per espiare la sua colpa e dentro la balena trovò se stesso e la comprensione, soprattutto del sé. Perché la balena era lui o meglio, il suo io, il suo inconscio. Dal piccolo al grande e viceversa.
Qui si vuol raccontare di una umanità che si deve confrontare con il grande problema di un pianeta che ostinatamente sta facendo morire. E’ questa la colpa che sempre di più sente di avere e che sempre di più sente di dover espiare: questa dedizione alla distruzione, alla rottura di un equilibrio divino, al dover sempre prendere quella mela di quel dato giardino.
L’umanità come Giona. Perché il problema grande non è il pianeta che muore, non è la massa del buco dell’ozono, non è nel continente di plastica che galleggia nell’oceano. Quello è il problema piccolo. Il problema grande è nel desiderio della mela. E’ dentro l’uomo, in quella debolezza che diventa violenza, è quella la balena che però contiene anche la soluzione. Dentro l’uomo. L’uomo deve entrare nella balena, dentro se stesso. La soluzione è in quell’oscurità, in bocca alla balena.

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